Linee Guida

Allegato alla Delibera di Giunta Comunale n. 104 del 13/11/2007

 

Principi guida per il nuovo piano urbanistico comunale.

 

Questa Amministrazione conformemente al suo programma , agli impegni intrapresi con l'adesione alla Carta di Alboorg e alle disposizioni contenute nel Piano territoriale della Provincia di Genova , esprime segnatamente i principi e le linee guida per la redazione del PUC;

 

I principi della sostenibilità

 

Il principio base per progettare il futuro assetto territoriale di Arenzano è fornito dal concetto di sviluppo sostenibile.(La prima definizione in ordine temporale è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland.1987

 

"è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri"

 

Nel 1994, l'ICLEI ha fornito questa ulteriore definizione: "Sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturali, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi". Ciò significa che le tre dimensioni economiche, sociali ed ambientali sono strettamente correlate, ed ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni.)

 

Ne segue che gli obiettivi di equità sociale , di economie sostenibili e sostenibilità ambientale debbano sempre essere strettamente interconnessi e di prioritaria importanza anche per il nostro progetto locale . La equità sociale dovrà necessariamente fondarsi sulla sostenibilità e l'equità economica, per le quali è necessaria la sostenibilità ambientale.

 

Sostenibilità a livello ambientale significa conservare il capitale naturale.

 

Ne consegue che il tasso di consumo delle risorse materiali rinnovabili, di quelle idriche e di quelle energetiche non dovrà eccedere il tasso di ricostituzione rispettivamente assicurato dai sistemi naturali e che il tasso di consumo delle risorse non rinnovabili debba in ogni caso essere limitato. Sostenibilità dal punto di vista ambientale significa anche che il tasso di emissione degli inquinanti non debba superare la capacità dell'atmosfera, dell'acqua e del suolo di assorbire e trasformare tali sostanze.

 

Inoltre, la sostenibilità dal punto di vista ambientale implica la conservazione della biodiversità, della salute umana e delle qualità dell'atmosfera, dell'acqua e dei suoli a livelli sufficienti a sostenere nel tempo la vita e il benessere degli esseri umani nonché degli animali e dei vegetali.

 

Il nesso tra "stato sociale" e "stato ecologico" dovrebbe risultare ovvio poiché i cittadini in quanto soggetti di diritto alla salute devono poter godere un'aria e un'acqua che non inquinino, mangiare cibi che non avvelenino, avere un lavoro che non faccia morire di cancro. Il diritto alla salute non comporta solo assistenza e terapia, come è noto, ma anche prevenzione e la prima prevenzione è salvaguardare l'ambiente.

 

Un discorso ecologico cioè non può essere disgiunto da un discorso sociale , e viceversa. Perciò l'innovazione delle procedure urbanistiche va considerata, valutata e giudicata all'interno di un programma sociale centrato su nuove regole di convivenza.

 

L'Ambiente nella Pianificazione urbanistica

 

Le modifiche climatiche, l'effetto serra, il buco dell'ozono, segnalano che la questione è ormai ineludibile poiché il sistema natura mostra evidenti limiti d'autoregolazione a livello globale e locale, con rischio per la salute del singolo e per la stessa sopravvivenza della specie umana.

 

Impegnarsi per la trasformazione ecologica della città e dell'economia, significa impegnarsi nella produzione della città della qualità della vita; determina vantaggi territoriali, produttivi ed occupazionali sia nella fase di costruzione della qualità (ambientale, sociale, culturale), sia nelle diverse fasi della sua realizzazione. La costruzione della qualità come "ambiente globale" è un progetto complesso di riqualificazione dell'intera città come sistema per vivere.

 

Pertanto occorre che il nuovo piano tenga presente anche i seguenti obiettivi:

 

1. ridurre il consumo di energia primaria e incrementare la quota delle energie rinnovabili e pulite.


2. migliorare la qualità dell'acqua e utilizzarla in modo più efficiente.


3. promuovere e incrementare la biodiversità, mantenendo al meglio ed estendendo riserve naturali e spazi verdi.

4. migliorare la qualità del suolo, preservare i terreni ecologicamente produttivi e promuovere l'agricoltura e la forestazione sostenibile.

 

5. migliorare la qualità dell'aria.

 

Le regole del nuovo progetto di città si dovranno esprimere in nuovi concetti transdisciplinari che producono nuovi indicatori sociali (benessere sociale contro crescita quantitativa) e nuovi standard qualitativi che interpretano le funzioni biologiche ed ecologiche del mondo vivente: regole legate alla capacità dei sistemi di assorbire inquinamento, rumori, variazioni climatiche, ecc.

 

Occorre pensare un modello di città che produca meno rifiuti, inquinamento, dissipazione di risorse, distruzione di ambiente naturale, si dovrà cercare di tendere verso un'idea di una città come soggetto vivente più vicina al riuso, al recupero, ossia una città caratterizzata per la quota sempre più bassa di materia ed energia destinata al proprio mantenimento.

 

La questione ambientale impone di limitare i consumi di suolo e l'abbandono della concezione riduttiva del verde urbano, inteso come occasionale e inutile arredo urbano, per passare alle acquisizioni della biologia dei sistemi viventi che indicano come il verde assolva funzioni vitali per la produzione di ossigeno, per assorbire l'inquinamento acustico, per abbattere le polveri, per temperare il micro clima. . Mettere al centro la città a misura di vita, significa tradurre in politica la riconversione ecologica della città che investe non solo i modi di vivere e consumare, ma anche le modalità dell'edificare e/o ristrutturare gli edifici pubblici e privati secondo i criteri dell'edilizia bio-compatibile, tenendo presente come gli elementi della natura siano potenti alleati contro inquinamento atmosferico e acustico e contro lo spreco di energia. Una strategia dunque che va oltre l'uso indiscriminato del territorio e dove i valori ambientali, diffusori di qualità, possono liberare cittadini e le stesse attività economiche da eccessivi sfruttamenti dello stesso.

 

Tutto questo ha nel verde il suo asse primario. Il riscaldamento locale è dovuto all'urbanizzazione intensa e continua. Rinfrescare le città è un problema poiché sulle aree coperte da cemento e asfalto si forma la cosiddetta "isola di calore", che surriscalda l'aria rispetto alle aree circostanti.( Uno studio scientifico (2002) dell'Agenzia federale per l'ambiente Usa, dimostra che piantare 10 milioni di alberi a Los Angeles, permetterebbe di ridurre la temperatura estiva di 4 gradi.) Le strategie di riforestazione urbana sono le prime da mettere in atto per produrre brezza termica anche in assenza di vento. Nelle conoscenze dell'ambientalismo scientifico vi sono dunque gli elementi per dei veri e propri piani per la riduzione del caldo in città.

 

L'uso sostenibile della risorsa idrica

 

1. Mantenere la naturalità dei corsi d'acqua compatibilmente con le esigenze della difesa del suolo.

 

2. Individuare misure per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento nelle zone vulnerabili e nelle aree sensibili tese alla conservazione, al risparmio, al riutilizzo e al riciclo delle risorse idriche in particolare per le acque superficiali.

 

3. Risparmiare e ridurre gli sprechi nel comparto idropotabile (buona tenuta degli impianti, eliminazione degli sprechi, campagna di informazione), irriguo ed industriale (buona manutenzione impianti interni, utilizzo di processi a minore ).

 

La gestione della qualità dell'aria

 

1. Integrare le convenzioni urbanistiche relative alle attività produttive con modalità condivise di implementazione del monitoraggio delle emissioni e di comunicazione intervento nelle eventuali situazioni critiche.

 

2. assumere un obiettivo di limitazione dell'inquinamento atmosferico da traffico veicolare da governare attraverso l'organizzazione e la gerarchizzazione della à.

 

La promozione delle condizioni della sicurezza territoriale I Pericoli naturali - La difesa del suolo

 

1. Assumere il superamento delle cause dei rischi naturali tra gli obiettivi primari da conseguire con le nuove urbanizzazioni e con la realizzazione di infrastrutture.

 

2. Perfezionare il grado di conoscenza dei meccanismi che presiedono ai singoli fenomeni naturali e della loro distribuzione sul territorio allestendo ed aggiornando

 

un censimento dei territori soggetti a pericoli naturali.

 

3. Coordinare l'azione e gli interventi dei Piani di Bacino con le previsioni degli strumenti di pianificazione ambientale e territoriale .

 

4. Sviluppare azioni integrate di monitoraggio ambientale.

 

5. rendere più efficienti le misure e le infrastrutture per la pianificazione di emergenza con una corretta localizzazione dei presidi di emergenza;

 

La conservazione dell'ambiente marino e costiero

 

1. Gestire la fascia costiera, con particolare riguardo alla riduzione e miglioramento degli scarichi, al ripristino e/o mantenimento della naturalità dei torrenti (trasporto di sedimenti) e delle foci, al controllo dell'urbanizzazione della fascia costiera.

 

2. Tutelare gli ecosistemi marini, assicurando la difesa della diversità biologica, la riduzione degli apporti inquinanti, la tutela delle aree e delle specie importanti e a rischio (comunità bentoniche, cetacei, fanerogame marine).

 

La costruzione del sistema delle aree protette e della rete ecologica

 

1. Salvaguardare l'ambiente di vita animale e vegetale per il maggior numero possibile di comunità (biocenosi) e quindi per tutte le specie animali e vegetali che le compongono.

 

2. Conservare le testimonianze che consentono la lettura e lo studio del paesaggio naturale e la sua evoluzione.

 

3. Mantenere elevata la biodiversità, in quanto indice di una buona gestione del territorio, anche attraverso la creazione di una rete ecologica che favorisca la comunicazione fra gli ecosistemi.

 

4. Definire il quadro conoscitivo della distribuzione dei siti di interesse geologico geomorfologico, un censimento dei "geotopi".

 

La valorizzazione del paesaggio: comunità e culture locali, manutenzione del territorio

 

1. Stabilire le misure per un "progetto di paesaggio" che si articoli per sistemi locali valorizzando gli elementi di identità che configurano un territorio e lo distinguono

 

dagli altri, per contrastare la sua banalizzazione. Tale politica deve altresì contribuire a garantire le necessarie superfici libere per l'agricoltura, per i biotopi naturali e per il bosco, così che siano nel contempo preservate le loro funzioni ecologiche e ricreative.

 

2. Definire i criteri di trasformazione del paesaggio attraverso la verifica,l'aggiornamento e l'approfondimento della disciplina paesistica del PTCP vigente.

 

3. Promuovere la qualità urbana attraverso la ricomposizione paesaggistica del territorio costiero a forte urbanizzazione.

 

4. Riqualificare l'immagine e la qualità nelle aree dove prevale una dominante di costruito, promuovendo riqualificando le aree industriali ed artigianali.

 

5. Mantenere gli spazi coltivati, preservare le attività agricole, forestali e le componenti naturali e culturali del paesaggio promuovendo il presidio ambientale e la sostenibilità degli interventi di trasformazione.

 

6. Definire i criteri per l'individuazione del "presidio ambientale" con finalità di recupero e riqualificazione del territorio per gli aspetti ecologico-ambientali,paesaggistici e socio-economici con riguardo anche alle attività agricole e silvo-pastorali.

 

7. Rafforzare la consapevolezza e la memoria storica ed i processi di riconoscimento dell'identità culturale attraverso:

 

- l'inventario, la catalogazione e la valorizzazione delle risorse naturali e dei beni culturali;

 

- il restauro ed il recupero dei beni storico-artistici e la loro organizzazione all'interno di itinerari tematici.

 

8. Valorizzare e tutelare il paesaggio collinare attraverso la preservazione degli inconfondibili valori ambientali dell'immediato entroterra, che si estende oltre gli

 

stessi confini comunali, anche con nuove metodologie capaci di integrare in un tutt'uno usi agricoli, turistici e collettivi.

 

9. Conservare la risorsa "paesaggio rurale" per un'integrazione tra produzione agricola e turismo mediante l'aggiornamento e l'attuazione dei Piani di assestamento forestale,sia promossi dall'Ente pubblico che da soggetti privati, tenendo comunque presente la caratterizzazione e la differenziazione dei luoghi e delle tipologie di bosco.

 

Questo "processo di pianificazione ambientale" che "per la sue caratteristiche di continuità, autocorrezione, e adattabilità, deve diventare una funzione permanente del territorio.

 

Migliorare la mobilità e diminuire il traffico

 

Riconoscendo l'interdipendenza di trasporti, salute e ambiente ci impegniamo a promuovere scelte di mobilità sostenibili.

 

1. ridurre la necessità del trasporto motorizzato privato e promuovere alternative valide e accessibili.

 

2. incrementare la quota di spostamenti effettuati tramite i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta.

 

3. promuovere il passaggio a veicoli con basse emissioni di scarico.

 

4. sviluppare un piano di mobilità urbana integrato e sostenibile.

 

5. ridurre l'impatto del trasporto sull'ambiente e la salute pubblica.

 

più che il potenziamento del sistema viario è importante la sua classificazione funzionale e una rigorosa politica dei parcheggi rimuovendo gli errori gravissimi che si stanno compiendo in materia. Ma soprattutto è centrale che la politica della mobilità sia integrata a quella del verde e della qualità ambientale.

 

La positiva esperienza di via Bocca ha fornito la dimostrazione dell'effetto benefico che ha può generare la limitazione traffico veicolare in alcune aree cittadine Non deve però rimanere un'isola . Deve nascere un arcipelago pedonale e una rete mista di itinerari pedonali e ciclabili che unifichino tutti gli spazi verdi della città e della conurbazione, diventando una struttura portante del disegno urbano e territoriale.

 

Non si tratta di fare grandi opere ma di curare i tracciati già esistenti e potenziarli attraverso ripristini manutentivi.

 

Il progetto degli spazi collettivi e sociali

 

Il progetto della città e del territorio è un progetto collettivo, ossia è un processo di interazione sociale, è una emergenza dell'essere-insieme, è un progetto di società, un progetto politico e culturale.

 

Essendo la città uno spazio dove i problemi privati si connettono a quelli pubblici, riteniamo che anche nella pianificazione della nostra città e del territorio debba prevalere una visione non tecnocratica, ma attenta alle differenze qualitative dei luoghi e dei soggetti, a partire da quelli meno tutelati nelle loro concrete esigenze. Per queste ragioni la pianificazione non può esprimersi nell'unica forma del piano urbanistico, ma deve tenere conto della necessità di una interazione tra tutti i soggetti sociali, e della pluralità di esigenze, obiettivi, percorsi e sbocchi. In questo senso il governo locale deve operare per una connessione tra pianificazione urbana e dinamiche sociali e politiche più complessive.

 

In questo prospettiva andranno adottate le misure per risolvere il problema della casa per le persone in difficoltà.

 

La riorganizzazione e la realizzazione dei servizi scolastici e sportivi ( da ubicarsi vicino al centro urbano ),deve costituire l'ossatura primaria e prioritaria del progetto di piano .Gli standard non devono essere considerati un mero adempimento burocratico, ma il primo passo verso la progettazione di una città più accessibile e vivibile.

 

Per tutte queste ragioni riteniamo che la generalizzata domanda di servizi collettivi e di trasformazioni ambientali, sia riassumibile nella più generale questione della qualità della vita, dove il problema ambientale confluisce. Se lo spreco di energia è grave, lo spreco di spazio lo è altrettanto in quanto la quantità di territorio disponibile è un bene limitato e irriproducibile. Dobbiamo convincerci che la rigorosa tutela della natura è garanzia di progresso sociale ed economico; che i vincoli sono un essenziale servizio pubblico; che la salvaguardia dei valori paesistici, culturali e l'uso parsimonioso del territorio, sono una priorità assoluta, alla quale va subordinata qualsiasi ipotesi di trasformazione.

 

Pianificazione e progettazione urbana

 

1. rivitalizzare e riqualificare aree abbandonate o svantaggiate.

 

2. prevenire una espansione urbana incontrollata, dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

 

3. assicurare una miscela di destinazioni d'uso, con un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi.

 

4. garantire una adeguata tutela, restauro e uso/riuso del nostro patrimonio culturale urbano.

 

5. applicare i principi per una progettazione e una

 

costruzione sostenibili, promuovendo progetti architettonici e tecnologie edilizie di alta qualità.

 

La realizzazione di nuove edificazione potrà essere prevista laddove le infrastrutturazione siano presenti o siano predisposte dal privato, non è più possibile infatti disporre di ingenti risorse per rimediare a carenze che non hanno mai fine, poiché si perpetuano in meccanismi che producono all'infinito queste stesse carenze.

 

Economia locale sostenibile

 

1. adottare misure per stimolare e incentivare l'occupazione locale e lo sviluppo di nuove attività.

 

2. cooperare con le attività commerciali locali per promuovere e implementare buone prassi aziendali.

 

3. sviluppare e implementare principi di sostenibilità per una più corretta localizzazione delle aziende.

 

4. incoraggiare la commercializzazione dei prodotti locali e regionali di alta qualità.

 

5. promuovere un turismo locale sostenibile.

 

Governance

 

1. sviluppare ulteriormente la nostra visione comune e a lungo termine per una città sostenibile.

 

2. incrementare la partecipazione e la capacità di sviluppo sostenibile nella nostra comunità .

 

3. invitare tutti i settori della società locale a partecipare attivamente ai processi decisionali.

 

4. rendere le nostre decisioni chiare, motivate e trasparenti.

 

cooperare concretamente con i confinanti, le altre città e le altre sfere di governo.